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Tipologia intervento: realizzazione di rilevati in terra rinforzata (o terra armata). Descrizione della tecnica di costruzione
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Terre rinforzate - terre armate |


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Geologic sas - Via Pastrengo 102/6 - 10024 Moncalieri (TO) - tel/fax 011.6056000 - email: geologic@fastwebnet.it Dott. Geol. Marco Gazzeri - cell. 347.6873981 Dott. Geol. Luca Filieri - cell. 348.7792996 ©2006 Geologic sas |







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Il rotolo di geogriglia montato su un cavalletto per facilitare le operazioni di taglio a misura delle strisce da posare alla base di ciascuno strato di terra rinforzata, secondo le specifiche lunghezze e resistenze derivanti dai dimensionamenti eseguiti in fase di progetto delle opere.
(Serravalle Scrivia - foto Geologic 2006) |
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Le prime fasi di montaggio consistono nella posa dei casseri in rete elettrosaldata, presagomati all’angolo di scarpa di progetto, lungo l’allineamento che identifica la base del rilevato, opportunamente tracciato, picchettandoli a terra. Nella foto si vede la posa dei casseri del secondo strato, che segue l’allineamento dello strato sottostante. Notare anche il risvolto della geogriglia dello strato inferiore.
(Serravalle Scrivia - foto Geologic 2006) |
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Successivamente, si stendono le strisce di geogriglia affiancandole l’una all’altra e sormontandole per circa il 5-10% della larghezza dei rotoli e lasciandone una parte (circa 1,5 m di lunghezza) all’esterno del cassero, per il successivo risvolto. Si posiziona l’elemento antierosione (geotessuto a maglia aperta, geojuta, ecc.) addossato alla parte montante del cassero e si tirantano i casseri con gli appositi elementi di ancoraggio (vedi foto).
(Serravalle Scrivia - foto Geologic 2006) |
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Particolare della parte di geogriglia lasciata debordare all’esterno del cassero per il successivo risvolto di chiusura dello strato.
(Serravalle Scrivia - foto Geologic 2006) |
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Una volta completata la posa del sistema, si procede col riempimento a mano del cuneo di terra posto alla base del cassero, in modo da evitare la formazione di vuoti in questa zona critica ove gli escavatori ed i rulli non riescono a lavorare.
(Serravalle Scrivia - foto Geologic 2006) |
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In seguito, si procede al riempimento con l’escavatore del corpo del rilevato. Il riempimento deve avvenire in almeno due fasi, avendo cura di compattare il terreno col rullo vibrante realizzando almeno due strati da circa 30 cm compattati, per ottenere lo spessore finale dello strato, di circa 60 cm. Quando il riempimento dello strato è completato, si procede al risvolto della geogriglia.
(Chambave - foto Geologic 2005) |
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Molto importante è la cura del fronte dello strato rinforzato. Per evitare distorsioni del fronte dell’opera a seguito di assestamenti in fase di esercizio, è necessario compattare con molta cura proprio la parte frontale. Molto indicato a tale scopo è un rullo dentato vibrante di piccole dimensioni, che consente di seguire adeguatamente tutte le eventuali sinuosità del fronte.
(Torino, Trèfle - foto Geologic 2006) |
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Al termine dei lavori di costruzione, il rilevato in terra rinforzata ha l’aspetto di un muro in terra con inclinazione del fronte pari all’angolo di scarpa di progetto, dato dai casseri utilizzati.
(Cocconato - foto Geologic 2005) |
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L’opera viene quindi terminata procedendo all’idrosemina del fronte, per ottenere il rinverdimento finale ed il completo inserimento della costruzione nel paesaggio naturale circostante.
(Florinas - foto Prati Armati 2004) |
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Il risultato finale è un’opera di sostegno che non è impattante rispetto all’ambiente, garantendo stabilità, durata, flessibilità, perfetta fruibilità.
(Chambave - foto Geologic 2006) |